Graphic Novel




Rec Play
24 pp, Comma 22, 2015

Una cassetta che passa di mano in mano raccontando un’amicizia. Un dialogo tra lato A e lato B a suon di canzoni. Una playlist che data questa relazione nel tempo eppure parla del tempo.




Une étoile tranquille - Portrait sentimental de Primo Levi
240 pp, Rackham, 2015




Una stella tranquilla - Ritratto sentimentale di Primo Levi
240 pp, Comma 22, 2014


La mattina del 19 ottobre 1945 Primo Levi tornava a Torino dopo un anno di prigionia nel lager di Auschwitz e un viaggio di molti mesi nell'Europa dell'Est. Levi era allora un ragazzo di 26 anni, e ritornava "gonfio, barbuto e lacero", con in corpo un bisogno quasi fisico di raccontare. Più di mezzo secolo dopo, due ragazzi arrivano a Torino per ripercorrere le tracce di Levi, ricostruire la sua storia e soprattutto raccogliere la "delega" che lo scrittore ha lasciato ai giovani in una delle sue ultime poesie. In Una stella tranquilla (titolo di uno dei racconti più belli di Levi) va in scena così un confronto tra generazioni, quella di Levi e quella dei suoi ideali "nipoti".
Un racconto per immagini, che parte dalle fotografie, dalle copertine dei libri di Levi e dai disegni al computer realizzati dallo scrittore per trasformarsi in un graphic novel a metà tra biografia e fiction. Basato sugli episodi raccontati o scritti dallo stesso Levi, senza mai sconfinare nella vita privata, Una stella tranquilla ripercorre l'itinerario dello scrittore, da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati, fermandosi un attimo prima di quella mattina dell'aprile 1987 in cui Levi si tolse la vita. Anche il suicidio, con tutti i dibattiti che l'accompagnano, è affrontato da un punto di vista diverso: senza la pretesa di stabilire una verità, ma raccontando come in questi anni la memoria di quell'evento si sia "attorcigliata", rischiando di oscurare l'opera di Levi. Anche per questo motivo, Una stella tranquilla è pensato per restituire, soprattutto alle nuove generazioni, la complessità di una delle figure più importanti della cultura italiana.




Journal d'un adieu
90 pp, Cà et là, 2012



Diario di un addio
90 pp, Comma 22, 2010


I cinque anni vissuti dall’autore accanto al padre, in stato vegetativo dal 2003 al 2008, diventano in Diario di un addio una testimonianza, pensata per “far vedere” al mondo esterno come vive una persona in condizioni così critiche. Ma la testimonianza, in corso di lavorazione, si è trasformata in racconto. Le corsie e le stanze d’ospedale, gli oggetti e le regole della vita in una clinica, la presenza sibillina dei dottori fanno da sfondo al tentativo del figlio di relazionarsi con il padre, diventato ormai una persona diversa e “irriconoscibile”, e di difendersi da una realtà che rischia di travolgere tutto. A un primo momento di speranza seguono la disillusione e i giorni sempre uguali della vita d’ospedale. Un tempo sospeso, in cui si conduce una battaglia silenziosa per salvare, almeno nella memoria, l’immagine di quel padre com’era una volta. Con postfazione di B. Englaro e F. de Nigris. Ha vinto il premio Komikazen 2010.